6 Agosto – Trasfigurazione

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Fra Angelico “Trasfigurazione”

6 Agosto – Trasfigurazione

Gesù Cristo insieme a tre discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni si recano sul Monte Tabor per pregare. Qui avviene la Trasfigurazione sul Monte Tabor:

1 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2 E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il Sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3 Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4 Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5 Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo». 6 All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7 Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». 8 Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.

Matteo 17:1-8

Qui viene proclamato che Cristo è il Figlio del Padre. Mosè ed Elia appaiono accanto al Cristo Gesù. Elia significa “Via”, Mosè “Verità” e Gesù “Vita”, così che viene detto in guisa spirituale: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. Il Cristo si mostra come luce del Sole, ovvero dalla sfera celeste da cui proviene in quanto Eloah, lo Spirito del Sole. La luce che promana dal volto, il Sole, e dalla candida veste, la corona di raggi, rivela l’essenza del Cristo. Il volto è la parvenza dell’Io, la veste del corpo eterico. Il corpo eterico di Gesù viene compenetrato completamente dal Cristo, così che invece che assorbire la radianza eterica solare, è ora il corpo eterico ad irradiare da sé stesso.

Al contempo trasfigurandosi il Cristo, trasfigura la coscienza degli unici tre discepoli che possono partecipare a questo sublime evento di rivelazione solare: Pietro, Giacomo e Giovanni. Queste quattro figure costituiscono un’unità di ordine superiore, ovvero ognuno di loro rappresenta un arto della costituzione occulta dell’uomo in quattro membri. Pietro corrisponde alla terra e dunque al corpo fisico e al volere, egli percepisce tutto come evento esteriore, pensando addirittura di dover fare tre tende. Giacomo corrisponde all’acqua e dunque al corpo eterico, in cui fluisce la vita del Logos, nonché al sentire. Giovanni corrisponde all’aria, al corpo astrale e al pensare e dunque egli è colui che è più in grado di comprendere l’evento a cui partecipa. Infine Gesù stesso, in cui alberga il Cristo-Sole, rappresenta il fuoco e quindi l’Io che sperimenta direttamente la trasfigurazione.

Pietro rappresenta il corpo a cui i Misteri solari sono celati davanti alla Maya, Giacomo l’anima che li riceve di riflesso e Giovanni lo spirito che può rimanere desto nella contemplazione del Mistero Solare, poi perfino sotto la Croce. Giovanni è il discepolo prediletto, colui che può compartecipare del Mistero del Golgotha in piena coscienza di veglia sotto la Croce. Infine a Giovanni verrà infine affidata la Sofia e dunque rappresenta la nuova iniziazione per mezzo del Battesimo di Fuoco dello Spirito Santo.

Al momento della trasfigurazione il Logos del Cristo ha completamente compenetrato il corpo eterico di Gesù di Nazareth, il quale gli derivava da Mosé, essendogli stato donato dal Gesù del Vangelo di Matteo, il Gesù che discende dalla stirpe di Re Salomone. Compare anche Elia, ovvero Adamo, la cui anima paradisiaca vive in Gesù stesso, essendogli stato donato dal Gesù del Vangelo di Luca, il Gesù che discende dalla stripe sacerdotale di Nathan, quell’anima che mai si incarnò e che venne risparmiata dalla Cacciata dal Paradiso dopo la Tentazione di Lucifero. Nella Trasfigurazione l’Io del Logos trasfigura il corpo eterico nello Spirito Vitale: la vita del corpo eterico viene elevata a vita spirituale e per mezzo di questa che il sangue viene eterizzato permettendo prima il compimento del Mistero del Golgotha e poi il ritorno del Cristo nel Corpo di Resurrezione, ovvero l’archetipo del corpo fisico, il cosiddetto “fantoma”, riportato allo splendore originario, prima della Tentazione Luciferica. In quel momento Lucifero e Ahriman vengono espulsi dal corpo fisico.

Questo evento nel suo insieme corrisponde alla fine della missione che un altro altissimo iniziato, Gautama Buddha, col raggiungimento del Nirvana nel Samboghakaya, o corpo della perfezione. Dove la missione terrena del Buddha finisce, comincia quella di Cristo Gesù. Un’antica leggenda narra infatti il Buddha non morì, bensì il suo corpo venne trasfigurato nella luce: egli diviene allora la “Luce del Mondo”.

Ecco dunque che il Buddha, 500 anni prima del Cristo, conquista lo stadio dello Spirito Vitale, ovvero il congiungimento col fluire della vita spirituale, proprio alla fine della sua missione terrena. L’evento della Trasfigurazione segna la fine della vita umana del Buddha, ma per Gesù Cristo non è che l’inizio della sua missione spirituale che si compirà con il Mistero del Golgotha e la Resurrezione. Il Buddha è colui che porta la dottrina della compassione nel mondo, ovvero la dottrina dell’amore e della liberazione dal dolore. Il Cristo è l’amore incarnato, colui che non porta dottrine bensì compie azioni, si sacrifica per l’evoluzione dell’umanità e della Terra.

Qui siamo dinnanzi ad un grande mistero in cui la corrente spirituale del buddismo prepara la venuta della corrente cristiana. Infatti, come sappiamo dal commento esoterico di Steiner al Vangelo di Luca, è il Buddha stesso a presiedere alla nascita dell’anima paradisiaca di Adamo nel Gesù Nathanico, il Gesù del Vangelo di Luca che nasce in una grotta. Nel suo nirmanakaya, il corpo delle trasformazioni, il Buddha appare come una schiera di angeli: avendo trasformato il suo corpo astrale ascende allo stesso rango degli Angeli, il Buddha vive nella loro sfera. Egli illumina il Secondo Adamo, la prima anima di tutta l’umanità che pure non aveva mai sperimentato l’incarnazione prima di allora. È il Buddha che protegge l’innocenza dell’anima paradisiaca di Gesù conducendolo fino al sacrificio finale, è la dottrina dell’amore che preannuncia la venuta dell’amore nella carne e che resusciterà la carne dal mondo della morte.

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